Thomas Cohen – Bloom Forever, Alfonso Tramontano Guerritore

Orfeo perde la sua Euridice, nel modo peggiore. Gli scompare sotto gli occhi, e lui, una volta a casa, la ricostruisce, facendo un album di ricordi, per il mondo e per sé. Succede ogni volta che manca qualcosa, cercandoalle mani qualcosa da fare, una serie di gesti che fermi i pensieri. Lavare i  piatti, costruire piccoli giochi di carta, sfogliare vecchi giornali. Il tempo si distrae mettendo insieme sassi colorati, contando le formiche. I bambini incendianole sterpaglie per il gusto del fuoco, tirano biglie dal balcone. I ragazzi e i pazzi costruiscono una stanza della rabbia, con le vetrine trasparenti, cristallerie e mobili da sfasciare.Questa musica è un luogo dove l’assenza è una figuraferma a guardare. Le note sono pasta tra le dita,diventano un corpo con tutti i suoi dettagli. Il viso di Euridice resta lì, prende vita tra le mani, a patto di non lasciarlo neanche un secondo, senza dargli mododi asciugare. Per fermare la creta delle cose e del tempo, non ci si può fermare.Così il sangue nelle vene resta vivo. È la regola di Orfeo al contrario. Non smettere di guardare. Non togliere gli occhi. Non mollare la vita che resta. Materialmente vive, combattendo di se stessa,la malinconia. Dolcemente. Dolorosamente.

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