Luca Carboni – Primavera, Barbara Dardanelli

…me lo ricordo come se fosse oggi, avrò avuto 12 anni e convinsi due amcihette, probabilmente promettendo di fare qualche telefonata ai ragazzetti che piacevano a loro chiedendo se erano in casa per poi passarglieli, e la mia povera mamma, ad accompagnarmi al concerto di Luca Carboni. Era pieno zeppo di trentenni probabilmente 2/3 avevano a che fare con droghe leggere e 1/3 con quelle pesanti. Girava più birra quella sera all’allora palazzetto dello sport di Firenze, che all’Oktober Fest. Pochissime ragazze. Tanti jeans a vita alta, capelli lunghi sgaruffati, giubbotti di jeans, visi scavati e noi piccoline a cercare di farci strada verso il palco. Quando partì “Silvia lo sa” tre ragazzi ci acchiapparono e ci misero sulle spalle, quegli stessi ragazzi iniziarono a cantare la canzone come se fosse davvero un inno, mi ricordo perfettamente che uno di loro si mise anche a piangere. Io davvero ancora non capivo come una canzone potesse smuovere così tanto da commuovere. Ero troppo piccola forse per rendermi conto di come le canzoni spesso raccontano storie che si legano non solo alle persone, ma ad un’epoca, ad una generazione intera. Ecco poi io di concerti ne ho viste veramente tanti, ma tanti tanti, ma quello me lo ricordo come il concerto più rock che abbia mai visto.

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