Kings Of Convenience, I Don’t Know What I Can Save From You, Alessia Belluomini

Settembre 2005, un amico mi chiama. “Stasera vengo al mare”, anche se domattina c’è da essere a scuola imbocca l’A11 solo per scappare qualche ora, raggiungere la spiaggia. Acquazzone estivo, rimaniamo bloccati in macchina con i nostri pensieri e un chioppetto. “Che palle quest’anno c’è la maturità”. Poi scatta questo pezzo. Rimaniamo in silenzio per quasi tutti i 5 minuti di traccia.
“Questa canzone mi fa pensare all’Australia”
“A me invece evoca alla mente qualche posto costiero del sud del Mediterraneo”.
Mi chiedo ancora se è lì che in realtà volevamo scappare.

Dopo quella sera mi ascoltai tutto questo album e pure il successivo dei Kings of Convenience.
‘Riot on an empty street’ diventò il mio stress release per gli anni seguenti, riuscendo a calmare quel senso di irrequietezza giovanile che ti scaturisce la provincia, anche quando sa di California e con le sue chicche ti ammalia. E ti frega. Ti seduce a restare quando dentro te hai una voglia matta di andartene.

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